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Gli adolescenti sono sempre più iperconnessi e la maggior parte di loro arriva a gestire in parallelo 5-6 profili, insieme a 2-3 app di messaggistica istantanea, rendendoli  estremamente dipendenti dalla rete e dal suo utilizzo.

Libero Bomber Tempo Stampate Giacca Eleganti Jacket Maniche Blau Casuale Corto Lunghe Cappotto Battercake Donne Ragazze Autunno Pilot Moda Donna Relaxed College Da un recentissimo studio di ricerca condotto dall’università La Sapienza di Roma, la Polizia Postale con la collaborazione del Dipartimento di Giustizia Minorile, emerge che 6 adolescenti su 10 condividono immagini, 2 su 10 diffondono video, 6 su 10 scambiano messaggi e post.

Ormai da alcuni anni sembra che si sia completamente annullato il concetto di intimità e secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza il problema di oggi legato alla tecnologia riguarda soprattutto la diffusione esponenziale del materiale intimo e privato in rete: infatti, per circa 5 adolescenti su 10, è normale condividere TUTTO quello che fanno sui social network e nelle chat, comprese foto personali e private, mettendo tutto in vetrina, sottoponendolo alla severa valutazione della macchina dei “mi piace” o dei “non mi piace”.

Quando condividere tutto, deresponsabilizza e diventa la normalità

Stampate Moda Maniche Relaxed Donna Libero Eleganti Lunghe Jacket Ragazze Battercake College Corto Tempo Bomber Blau Giacca Autunno Cappotto Pilot Casuale Donne È indubbio che i social, le chat e le nuove modalità di interazione, di relazionarsi e di comunicazione abbiano apportato dei cambiamenti anche a livello di organizzazione del pensiero, delle modalità di apprendimento e strutturali di questi ragazzi.

Oggi il problema, infatti, è che i bambini e i ragazzi sono abituati fin da quando nascono a rapporti tecno-mediati: c’è quasi sempre un “terzo elemento” che gestisce la relazione e detta i tempi. Attraverso l’uso compulsivo delle chat si è stravolta anche l’idea di condivisione, annullando completamente il concetto di intimità e spazio privato e, anche i genitori stessi, condividono tutto in ogni momento della giornata, postando sui social  o inviando agli amici e ai vari gruppi foto e video di quello che si fa e si vive nella quotidianità.

Se insegniamo ai bambini, fin da quando sono nati, che è normale fotografare sempre tutto in ogni momento, anche nella loro intimità, normalizzeremo questi comportamenti, condizionandoli negativamente attraverso l’apprendimento indiretto, e lo smartphone verrà vissuto come un oggetto interno e una protesi della loro identità. Questa è la sostanziale differenza con gli adulti, che quando devono inviare un messaggio oppure inviare una mail, il loro processo di pensiero non si attiva automaticamente, mentre i nativi digitali hanno un’organizzazione del pensiero e una struttura di personalità integrate completamente con lo smartphone, diventando un automatismo senza attivare la riflessione.

E’ implicito che tutto questo abbia amplificato il “senza ragionare” e “senza valutare”, andando a fare una sorta di effetto rinforzo in tutti quei ragazzi con una fragilità interna, già problematici e senza confini e contenimento.

Se viene compreso questo meccanismo alla base, si riesce a comprendere quanto loro possano andare oltre, perché essendo tutto “normale” e naturale non vanno più a riflettere su ciò che stanno facendo  e, di conseguenza, nemmeno sugli effetti e sugli esiti delle loro azioni.

Lo schermo disinibisce, non c’è un contatto diretto con la persona dall’altra parte, non si sentono le sue parole, non si guarda negli occhi, ed è più facile spogliarla dei suoi aspetti umani e vivere le azioni che si mettono in atto con estrema superficialità.

Manca totalmente la consapevolezza di ciò che fanno sia verso se stessi che verso gli altri, non riuscendo a fare una distinzione tra gioco, scherzo e prevaricazione e senza minimamente rendersi conto di quanto possa andare a ledere profondamente un’altra persona, fino a commettere dei reati e rimanere incastrati nella rete.

Inoltre, troppi adolescenti, pur di avere un numero elevato di “amici”, accettano l’amicizia di chiunque, senza neanche controllare chi realmente si nasconde dall’altra parte dello schermo, senza considerare che l’adescamento online  è un problema sempre più diffuso tra i bambini e gli adolescenti: infatti, circa 2 adolescenti su 10 sono stati adescati online da adulti sconosciuti (Osservatorio Nazionale Adolescenza).

Putroppo non c’è un limite, ed è indubbio che anche un abuso della rete vada a rinforzare un vuoto e una sensazione di onnipotenza in una generazione in cui l’omologazione e il bisogno di essere riconosciuti è sempre più condiviso, globalizzando anche la profonda solitudine di questi ragazzi.

Ragazzi tra scherzo e prevaricazione: un confine sottile

Sono sempre più frequenti episodi in cui ragazzi per divertimento, uccidono psicologicamente i coetanei, prendendoli sistematicamente di mira, violandoli, ormai anche nella sfera più intima e sessuale. Non c’è più un limite, si tratta di ragazzi allo sbaraglio, senza un confine, senza punti stabili di riferimento, che vivono la giornata e hanno bisogno di colmarla con l’adrenalina, alla ricerca continua di situazioni che li attivino e li facciano divertire, anche a discapito dell’altro. Il senso del piacere in ciò che fanno non lo trovano più e sono un po’ troppo in balìa di ciò che gli dice la testa in quel momento.

Infatti, oltre 4 adolescenti su 10, il 41%, dichiarano di aver filmato o fotografato un compagno con l’intento di prenderlo in giro. Questa modalità è meno diffusa tra i più piccoli che si fermano ancora al 20%. Dai dati però si evince che nell’arco di pochi anni questo comportamento prevaricatorio raddoppia e si aggrava, andando a ledere anche l’intimità di una persona. Ma il dato ancora più preoccupante è che 4 adolescenti su 100 filmano e riprendono i compagni di scuola nel mentre che vengono picchiati e subiscono violenze fisiche, senza minimamente intervenire, lasciandoli alla mercé di questo tipo di violenze (Osservatorio Nazionale Adolescenza)

Sono ragazzi che non hanno un senso della dimensione e della misura, elementi indispensabili per riuscire a porsi delle domande quando serve, dei limiti e a contestualizzare, mettendosi anche nei panni dell’altro, valore purtroppo quasi completamente perso. Purtroppo non seguono un senso logico, non sono in grado di fare in autonomia queste valutazioni, non capiscono dove finisce lo scherzo e inizia la prevaricazione, dove non è più un gioco, dove può diventare un dramma.

Con il termine dimensione intendiamo ragazzi in grado di valutare tutte le grandezze, l’entità di ciò che si sta facendo e di conseguenza anche gli esiti, a breve e a lungo termine. Non hanno il senso dei danni oggettivi che possono realmente fare, come con la tecnologia, nel caso del cyberbullismo, per esempio, non hanno il senso di quante persone possano essere coinvolte nel fenomeno, della portata che possono raggiungere e di quanto i social e le chat siano un amplificatore del problema.

Chi sono questi ragazzi?

Sono ragazzi troppo giustificati, troppo accuditi, lasciati in balìa di Internet e degli strumenti tecnologici in cui si sanno districare in maniera completamente autonoma e poi sono totalmente inetti nella gestione pratica e quotidiana delle cose. Sono capaci di fare di tutto in rete, a scuola e con gli amici e poi non sono in grado di valutare il limite. La mancanza di autonomia li porta, dunque, a non avere un senso di responsabilità, neanche nei confronti di se stessi e degli altri. La responsabilità è l’elemento fondamentale per riuscire a mettersi i paletti e a porsi dei limiti, evitando di farsi male e di fare del male.

 di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza